Prudente. Uomo che crede al 10% di ciò che sente, ad un quarto di ciò che legge e alla metà di ciò che vede.




venerdì 25 giugno 2010

Quando non è il galateo ma i Tribunali a dettare il savoir faire‏


Ovviamente ci scherziamo un po’ su, (anche se da scherzare c’è effettivamente poco), ma dopo la brutta figura ieri della nostra nazionale, è pure lecito.

Pare che ormai in caso di scatto d’ira, prima di apostrofare malamente il nostro interlocutore o chi ci abbia inflitto uno sgarbo, più che alla regole dettate dalla buona educazione e del galateo, dovremmo stare attenti alle massime di Tribunali e Supreme Corti, per non rischiare di dover andare a dare spiegazioni davanti ai magistrati.
Ma la cosa non è semplice, poichè diventa ogni giorno più difficile districarsi tra ciò che è lecito dire e cosa non lo è, e dato che le varie sentenze non fanno altro che confermare il vecchio adagio che la legge è sì uguale per tutti..ma tutti siamo uguali in modo diverso.

Ed allora scatta la punizione per l’ espressione offensiva pronunciata in un ufficio pubblico da una dipendente verso un superiore gerarchico (sentenza fresca fresca), l’offesa del superiore verso il subordinato (2009) o, ancora, dal carabiniere che dà dello “strxxo” all’automobilista fermato a circolare in automobile senza patente.
Al contrario, invece, pare potersi dare del “bugiardo” in aula di Tribunale ad un consulente ed allo stesso tempo si può dire “non fare il Napoletano”. Si può dare del “deficiente” e si può anche dire “non rompere i "Cxxxxxxi” in una lite tra studenti.
Ma attenzione, non usate mai questi ultimi “attributi” per far scendere dall’auto chi vi ha tamponato, perché in quel caso potreste essere condannati … ma solo se non scende!
Dunque, pensate che potrebbe essere condannato l’uomo politico che prende per “C” la metà della nazione intera che non lo vota?

http://www.youtube.com/watch?v=Shre4CMbigI

martedì 22 giugno 2010

Progetti di Bike sharing, contributi pubblici ai Comuni (che fanno orecchie da mercante!)


Il ministero dell’ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, con tutte le buone intenzioni, ha pubblicato qualche mese fa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il bando “Bike sharing e fonti rinnovabili”.

Il bando è rivolto alla riduzione delle emissioni nocive attraverso la realizzazione di progetti di bike sharing associati a sistemi di alimentazione mediante energie rinnovabili ed in particolare pensiline fotovoltaiche.

Associato alla misura in questione sono ammissibili interventi integrativi come la realizzazione di piste ciclabili dotate di punti di controllo via webcam, costruzione di parcheggi riservati alle biciclette, fornitura di biciclette elettriche a pedalata assistita e iniziative di informazione sulle energie rinnovabili e la mobilità sostenibile.

Il progetto è rivolto ai comuni che presenteranno fino al 16/10/2010 un progetto in sinergia con altre misure di mobilità sostenibile, cantierabile e congruo al quadro delle indicazioni richieste dal bando.
Saranno co-finanziate fino all’80% delle spese sostenute per progetti da €50.000 e €500.000 e la gestione del sistema sarà di esclusiva pertinenza del comune.
Ovviamente, l'occasione è ghiottissima per quei comuni le cui amministrazioni hanno fatto del verde, dell'energia pulita e della mobilità sostenibile il loro cavallo di battaglia.
Per tutti gli altri passerà inosservato.
Io sono di Avola (Siracusa) e quando leggo che Pozzallo ha già presentato il suo progetto ed altri comuni della provincia di Ragusa si stanno muovendo nello stesso senso e che a Parigi tutto questo è già presente da anni (e i turisti ne sono entusiasti )..... mi fa riempire di invidia!

sabato 19 giugno 2010

Continua la stagione delle dichiarazioni dei redditi: al via il modello Unico 2010


Dopo i modelli 730 per dipendenti e pensionati, sui nastri di partenza c'è il Modello Unico 2010 relativo al periodo d'imposta 2009. Tante le novità apportate al modello, le semplificazioni, i nuovi quadri, tuttavia, il nostro obiettivo non è spegare la sua struttura ma cercare di utilizzarlo al meglio facendo conoscere le modalità che consentono ai nostri lettori di ottenere un risparmio di imposta attraverso le detrazioni consentite dalla legge, che di questi tempi non guastano mai.
Iniziamo con una novità: la detrazione del 20% per l'acquisto di mobili, elettrodomestici, tv e pc sostenute in relazione ad un immobile ristrutturato.
Se ho acquistato lo scorso anno in particolare dal 7/2/2009 al 31/12/2009 questi beni tramite bonifico bancario ho diritto ad una detrazione del 20% sulla spesa sostenuta. Il massimo di spesa ammessa è di € 10.000, dunque la detrazione massima ottenibile è di €2.000 che deve essere ripartita in 5 anni. Per quanto riguarda la ristrutturazione: questa deve essere stata eseguita presso una abitazione propria e deve riguardare una ristrutturazione, un restauro, una manutenzione straordinaria o un risanamento conservativo. N.B. Per manutenzione straordinaria non occorre che l'intervento abbia riguardato la struttura dell'immobile e dunque interventi di muratura o carpenteria, basta aver sostituito un tubo del gas o una presa di corrente come precisato dall'Agenzia. L'intervento doveva essere iniziato dal 1° luglio 2008 e condizione necessaria era l'invio al Centro Operativo di Pescara di una comunicazione di inizio lavori (stesse condizioni per usufruire della detrazione del 36%).
Anche le spese di montaggio e trasporto sono da ricomprendere nella spesa.
Detrazione del 20% relativa alla sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di classe superiore alla A+.
La spesa massima è di €1000 dunque la detrazione è al massimo €200. Non va ripartita ed è ammissibile interamente lo stesso anno. Occorre conservare la fattura o lo scontrino parlante e la documentazione relativa allo smaltimento del frigorifero. L'agevolazione varrà anche nel 2010.
Detrazione del 19% per gli abbonamenti al trasporto pubblico.
Spesa massima ammissibile €250 dunque la detrazione massima è di €48 e vale per sè e per i familiari a carico. Per adesso non è previsto un rinnovo nel 2010.
Detrazione del 19% per le spese di aggiornamento dei docenti con incarico almeno annuale.
Relativo ad abbonamenti a riviste, software corsi di formazione. Spesa massima ammissibile € 500, dunque detrazione massima €95.
Detrazione del 19% per medicinali.
Occore consrvare la documentazione: scontrino "parlante" che indichi la dicitura "farmaco", "medicinale", "omeopatico" oppure la sigle "med.", "f.co.", "otc" (medicinali da banco o di automedicazione) o "s.o.p." (senza obbligo di prescrizione). Vale anche per i farmaci preparati direttamente dal farmacista e per motivi di privacy non è necessario che ci sia il nome del farmaco. Il diritto alla detrazione sorge per tutta la spesa superiore a €129,11 (franchigia)
Esistono poi altre detrazioni e deduzioni di cui si tratterà in successivi post.
Li Gioi Giovanni

martedì 15 giugno 2010

Contributi per il commercio dalla Regione Sicilia: 50% a fondo perduto sugli investimenti fino a 50.000 €.

In questo momento di crisi che non lascia respiro, ogni tanto, qualche buona notizia può dare un pò di fiato. Ma occorre fare in fretta, dato che ogni misura, di questi tempi è sempre erogata con il contagocce (come i 20.000.000 € messi a disposizione dalla nostra Regione. Pochi, certo, ma comunque utili, almeno, per quei fortunati che saranno così tempestivi da potervi accedere).
E' stato pubblicato questa mattina sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia un bando pubblico per la concessione di aiuti per gli investimenti promossi da micro e piccole imprese del settore commerciale in attuazione del PO FESR 2007/2013, obiettivo operativo 5.1.3. La misura, che ha lo scopo di agevolare lo sviluppo e il consolidamento delle imprese esistenti maggiormente competitive e di qualità, di quelle di nuova costituzione e da rilocalizzare, prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ritenute ammissibili, per un importo massimo di investimenti pari ad € 50.000,00. Saranno ammessi alla valutazione (di tipo amministrativo) soltanto le istanze presentate dal 1° luglio 2010 dalle imprese iscritte nel registro delle imprese (se costituite) o di cui è stata richiesta l'iscrizione (in caso di imprese da costituire).
La valutazione seguirà sostanzialmente due criteri:
- possesso dei requisiti;
- ordine cronologico di evasione delle domande (farà fede il timbro postale).
Gli investimenti ammessi saranno, in linea teorica, di qualsiasi tipo: macchine, attrezzature, arredi e autoveicoli ma differenziate a seconda delle varie categorie previste dalla normativa.
Sono escluse dal beneficio:
-le imprese agrituristiche;
-le imprese operanti nel settore del commercio all'ingrosso ;
-farmacisti qualora vendano esclusivamente prodotti farmaceutici, specialità medicinali, dispositivi medici e presidi medico chirurgici;
-titolari di rivendite di generi di monopolio qualora vendano esclusivamente generi di monopolio;
-le associazioni di produttori;
-produttori, singoli o associati, i quali esercitano attività di vendita dei prodotti agricoli;
-le vendite di carburanti, olii minerali e lubrificanti;
-agli artigiani, singoli o associati, per la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti di beni di produzione propria, ovvero per la fornitura al committente dei beni accessori all’esecuzione delle opere o delle prestazioni di servizio;
-pescatori ed ai cacciatori che vendano al pubblico o al dettaglio;
-coloro che esercitano la vendita dei prodotti da essi direttamente e legalmente raccolti nell’esercizio dei diritti erratico, di fungatico, e diritti similari;
-chi vende o esponge per la vendita le proprie opere d‘arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica od informativa, realizzate anche mediante supporto informatico;
-vendita dei beni di fallimento;
-vendita effettuata durante il periodo di svolgimento di fiere campionarie, delle mostre e delle fierie di prodotti nei confronti dei visitatori;
-enti pubblici ovvero persone giuridiche private cui partecipano lo Stato o enti territoriali che vendano pubblicazioni altro materiale informativo, anche su supporto informatico, di propria o altrui elaborazione, concernenti l’oggetto della loro attività.
In teoria qualsiasi altra attività, non specificamente esclusa, è ammissibile, compresa la somministrazione al pubblico di bevande e alimenti.
Approfittiamone.

Li Gioi Giovanni

giovedì 1 aprile 2010

Un calcio alla crisi con i contributi pubblici per il franchising!


Un'altra diseconomia tutta nostrana è non sapere che tra le forme di contributo statale a sostegno dell' autoimpiego, uno molto simile a quello del "lavoro autonomo" (di cui al post precedente), ma forse più completo e "generoso", è previsto per il "franchising".
Senza entrare nello specifico, è bene spendere due parole su cosa sia e, se esistono, quali vantaggi comporta.
Il Franchising è una forma di collaborazione continuativa per la distribuzione di beni (o servizi), fra due o più imprenditori, che rimangono giuridicamente ed economicamente indipendenti l’uno dall'altro, ma stipulando un apposito contratto: il franchisor (il "marchio" per capirci) concede al franchisee (l'affiliato, a cui in sostanza è rivolta l'agevolazione) l'utilizzazione della propria formula commerciale, comprensiva del diritto di sfruttare il suo know-how (l'insieme delle tecniche e delle conoscenze necessarie), i propri segni distintivi (marchio, insegna, griffe, emblema, simbolo, "design", denominazione che identifica i beni o servizi offerti e li differenzia da quelli dei concorrenti) unitamente ad altre prestazioni e forme di assistenza atte a consentire al franchisee la gestione della propria attività con la medesima immagine dell'impresa franchisor. Il franchisee, per contro, si impegna a far proprie la politica commerciale e l’immagine del franchisor nell'interesse di entrambi.
In genere, con la "firma" del contratto, il franchisee si impegna a corrispondere al "marchio" una somma di denaro, calcolata in percentuale del fatturato e corrisposta periodicamente (su base settimanale, mensile, trimestrale e a fronte della quale il franchisee può usufruire di tutta una serie di prestazioni che lo supportano durante la durata del contratto: assistenza tecnica, gestionale, commerciale, ricerche di mercato, campionari, depliant, informazione, formazione periodica) ed una certa somma iniziale, comprensiva dei diritti d'ingresso e per gli investimenti (per l'allestimento dell'esercizio commerciale), secondo un pacchetto standardizzato e facilmente calcolabile secondo un dato rapporto costo/metro quadro.
Si entra, in questo modo, "correndo sul mercato" riuscendo a raggiungere in pochissimo tempo lo standard degli altri affiliati offrendo ai consumatori la stessa qualità già riscontrata e collaudata. Dunque, anche di rapida accettazione, in quanto il cliente avrà l'impressione di aver sempre avuto a che fare con quell'ambiente.
Il vantaggio di "aprire" un'attività in franchising è sostanzialmente la riduzione del rischio. La formula, infatti, già verificata e verificabile (basta fare un giro nei centri commerciali o centri storici per capire di cosa stiamo parlando), fa si che il franchisor "serio" abbia eliminato gran parte dei difetti legati al lancio del nuovo prodotto. Così il pericolo per il franchisee è ridotto al minimo. Esso impara a svolgere l'attività velocemente, senza incorrere in tutti quei problemi di chi si affaccia per la prima volta sul mercato. Molto spesso c'è anche la possibilità di poter operare in "conto vendita", con la consegna della merce in anticipo e il relativo pagamento solo dopo averla venduta.
Un franchisee ha inoltre "le spalle coperte" da una vasta organizzazione che unisce le risorse, particolarmente nel campo della pubblicità e del marketing, dove ogni franchisee, contribuendo un po' (con quella percentuale di cui accennato in precedenza), può avere il beneficio di un grande budget. I franchisee sono quindi in grado di promuovere i propri prodotti e servizi su media nazionali, che sarebbero altrimenti del tutto inaccessibili in termini finanziari.
In molti casi i franchisee hanno l'esclusiva territoriale e questo, in effetti, gli dà il monopolio sull'area a loro destinata.
Ovviamente, dato che il mio mestiere non è quello di erigere un monumento alle virtù del franchising o farne un'apologia, è bene chiarire due o tre questioni con quelli che possiamo definire punti di debolezza della formula.
Superando i già citati costi di ingresso, e la "percentuale", che tutto sommato sono funzionali al sostegno ricevuto, possiamo dire che:
- l’affiliato non può decidere la politica commerciale da intraprendere ma deve sottostare "pazientemente" a quella che gli viene impartita;
- il franchisee è pur sempre un imprenditore autonomo e i rischi, seppure minori rispetto ad una qualsiasi attività commerciale non facente parte di una rete, ci sono e se li "accolla" totalmente;
- durata del contratto: alla sua scadenza l’affiliato potrebbe correre il rischio, che dopo aver avviato l’attività, per l'uscita dal business del franchisor, di vedere preclusa ogni possibilità di proseguire con essa (mi viene in mente un'attività che viene ancora promossa in internet e che riguardava la distribuzione di acqua potabile per gli uffici, cui non mi va di avventurarmi..).
Dopo aver parlato, a grandi linee, dei pro e i contro, passiamo all'obiettivo principale di questo post, ovvero far sapere che, anche per attività di questo genere, è possibile ottenere contributi dallo Stato, divisibili tra spese di gestione e spese di investimento, di cui una parte anche a fondo perduto. Era il 2004 quando fu lanciata per la prima volta la formula "franchising" nell'ambito delle attività finanziabili dalla Legge 608 del 1996, ed allora i marchi affiliati erano meno di 5 (mi ricordo Tuo Discount e una catena di negozi di accessori e moda femminili). Oggi il numero di franchisor che aderiscono all'offerta sono circa una ventina. Il campo di attività di questo sistema è molto vasto, svariando dalla ristorazione alle attività turistiche e del tempo libero, dalla stampa e riproduzione rapida di fotografie agli istituti di bellezza e ai parrucchieri, dai servizi di consulenza professionale agli istituti di istruzione e formazione, dall’intermediazione immobiliare all'autonoleggio. Alcuni anche famosissimi:


(la lista completa è presente sul sito Invitalia).
La domanda è presentabile on-line ma poi bisogna compilare in forma cartacea i relativi allegati. Può accedere al beneficio chi è maggiorenne, non occupato e residente nel territorio nazionale alla data del 1 gennaio 2000. Inoltre può presentare la domanda non solo chi vuole avviare una ditta individuale (dunque non ancora costituita) ma anche la società già costituita (rispondente, però, a determinati requisiti).
Le agevolazioni previste sono:
- per gli investimenti un contributo a fondo perduto e un mutuo a tasso agevolato, che può anche arrivare a coprire il 100% degli investimenti ammissibili;
- per la gestione un contributo a fondo perduto, anche su base pluriennale, sulle spese ad essa relative. L'entità di ciascuna singola agevolazione non è predefinita, ma è il risultato di un calcolo che tiene conto dell'ammontare degli investimenti e delle spese di gestione nonché delle caratteristiche del mutuo a tasso agevolato (durata, entità e tasso) che si intende richiedere. Il mutuo è restituibile in 7 anni, con rate trimestrali. Bisogna tener conto, anche in questo caso, dei requisiti già evidenziati in precedenza per il lavoro autonomo ovvero la coerenza tra il profilo del proponente e l'idea imprenditoriale, la fattibilità tecnico-economica dell'iniziativa e l'immediata cantierabilità del progetto che rimangono imprescindibili per l'ammissione alle agevolazioni. Tuttavia, non ci si può fermare qui, in quanto a questi vanno sommati gli altri requisiti specificamente richiesti dal franchisor e che a volte possono essere anche molto restrittivi. Ci si riferisce a tutta una serie di caratteristiche personali (possesso di attestati, iscrizioni ad albi professionali, tipo di istruzione, particolari doti, attitudini o competenze), geografiche (posizionamento, bacino di utenza, popolazione) o, ancora, caratteristiche particolari dell'attività (es. numero di persone che devono essere sempre presenti nel punto vendita, ecc.) e per le quali si rimanda allo specifico fornitore.

lunedì 29 marzo 2010

Crearsi il "posto di lavoro" con un contributo a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato


Un'altra anomalia dis-economica tutta italiana è che molti non sanno che da qualche tempo è ormai prevista la possibilità, per chi ha intenzione di mettersi in proprio e investire in una attività economica, di poterlo fare ricevendo dallo Stato più della metà dei fondi necessari, tra spese per investimenti e spese di gestione, completamente a fondo perduto (non vanno cioè rimborsati) e l'altra metà attraverso un prestito agevolato (cioè ad un tasso di interesse irrisorio e rimborsabile in cinque anni). L'agevolazione fu prevista per la prima volta dalla legge 608/1996 allora denominata "Prestito d'onore" gestita da Sviluppo Italia S.p.a. che dopo aver cambiato varie denominazioni, gestore e modalità di erogazione è giunta sino a noi come "Lavoro Autonomo" ed è oggi gestita da Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa che agisce su mandato del Governo per accrescere la competitività del Paese. La misura è particolarmente adatta a chi entra per la prima volta nel mondo del lavoro ma nulla vieta che le agevolazioni vengano concesse anche a persone più avanti negli anni, purchè inoccupate. Non esistono, dunque, limiti di età, ma nemmeno graduatorie di merito (nel senso che non vi è un numero massimo di persone che può essere ammesso). Non vi è scadenza (può essere presentata in qualsiasi periodo dell'anno), non è rivolta ad uno specifico settore (va bene per i servizi tanto quanto la produzione di beni) e nemmeno ad un particolare territorio (da nord a sud tutti quanti ne possono beneficiare). Ogni momento è perciò potenzialmente vantaggioso per chi ha la volontà di realizzare il sogno di crearsi da solo il proprio "posto di lavoro". La domanda di presentazione è molto semplice e verrà compilata direttamente on-line dal sito http://www.autoimpiego.invitalia.it/lavaut_attivita.asp. Non servono quindi marche da bollo e nemmeno lettere raccomandate (almeno in questa fase). Il form ci guiderà automaticamente, in modo molto semplice e passo dopo passo ad introdurre la descrizione di chi siamo e le caratteristiche dell'attività che abbiamo intenzione di realizzare: ambito territoriale in cui si inserisce, quali sono i punti di forza e di debolezza, le possibili future minacce, le opportunità di sviluppo, ecc. In sostanza, quasi senza accorgersene si finisce per aver compilato un verò e proprio MINI-Business plan. Fondamentale, per riuscire ad essere ammessi e ottenere le agevolazioni sarà la coerenza tra il profilo del proponente e l'idea imprenditoriale (se sono un parrucchiere difficilmente mi concederanno i fondi per "aprire" una pasticceria, ma molto probabilmente quelli per aprire una sala), la fattibilità tecnico-economica dell'iniziativa [cioè, se le prospettive sono realmente reali, "fattibili" e consentano un ritorno dall'investimento (e soprattutto consentano il rimborso del finanziamento e di mantenere un margine per il proponente). Dunque, se la mia idea imprenditoriale è quella di creare un negozio per la vendita di palloncini per feste di bambini e abito in un villaggio sperduto della Valle D'Aosta dove l'età media è di 74 anni e la natalità pressochè zero, difficilmente mi accetteranno la domanda dato che dall'investimento non rientrerei sicuramente nemmeno in cento anni, ma se abito a Roma o a Catania, Siracusa, ecc. molto probabilmente si) e, infine, la sua cantierabilità (ovvero l'effettiva e immediata realizzabilità: se mi dessero cioè oggi quei fondi io dovrei avere la possibilità di mettermi immediatamente in moto per la realizzazione). Qualora questi requisiti siano soddisfatti e coerenti, la seconda tappa fondamentale è il colloquio, dove, a meno che non ci si sia inventato tutto di sana pianta, nulla osterà all'effettiva concessione dell'agevolazione. Ovviamente, ci sono dei limiti.
1) L'agevolazione è in sostanza prevista per le piccole attività. Per questo motivo è rivolta esclusivamente alle persone fisiche che intendono avviare un'attività di lavoro autonomo in forma di "ditta individuale" (sono escluse le società ed altri enti collettivi) e l'investimento complessivo non può superare i 25.823 Euro (IVA esclusa). Cifra che tutto sommato consente, a chi ha buone idee e ci crede realmente, di realizzare ottimi business rischiando del proprio meno della metà. Per maggiori e ulteriori informazioni è possibile collegarsi al sito o se vi occorrono delucidazioni lasciare un post su questo blog.
2) Per un periodo di almeno cinque anni dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni, il beneficiario non può essere titolare di alcun tipo di contratto di lavoro a tempo pieno. È consentito svolgere, oltre agli incarichi professionali coerenti con l'attività finanziata, le attività a tempo parziale e/o occasionali e/o stagionali, a condizione che esse consentano di continuare a svolgere l’attività finanziata. In caso si trasgredisse bisognerebbe rimborsare l'intero importo finanziato. Una condizione del tipo: "astenersi perditempo"!
3) Anche questi fondi non sono infiniti, ma lottano con le cifre dei bilanci pubblici, quindi è probabile che di questi tempi i filtri utilizzati per la valutazione dei progetti si siano fatti leggermente più stretti e le valutazioni, dunque, più rigorose. Comunque, le buone idee "passano" tutte le selezioni e in ogni caso vale sempre la pena di provare. Dunque, se si hanno le idee chiare, si può fare direttamente dal sito da soli; se serve un pò di aiuto si può contattare direttamente Invitalia (è previsto un sistema di supporto) o ci si può rivolgere ad un privato che conosca le procedure e può orientare nelle scelte, nei calcoli e nelle formalità.

martedì 23 marzo 2010

Incentivi al via: sconti su scooter, mobili da cucina, forni, cappe, piani cottura, scaldini...e case! Dal 6 aprile!


Dopo mesi di trattative all'interno del governo e con le parti sociali: il decreto incentivi venerdi scorso è stato varato. Grande è apparsa la delusione del sistema delle imprese che auspicava stimoli più consistenti per incalanarsi sul sentiero dello sviluppo. Lo stanziamento, infatti, di tre volte inferiore a quello previsto l'anno scorso di questi tempi sembra cosa da nulla se paragonato ai piani (plurimiliardari) di rilancio di altri paesi e si spalma su un numero di settori così vasto (nautica, agricoltura, edilizia, industria, manifattura, servizi, elettronica, energia, internet e trasversalmente molti altri) da rendere difficile ai "benpensanti" non far ritenere che la logica che abbia guidato il Governo sia, piuttosto, la fretta dell'imminenza delle elezioni regionali che la razionale valutazione delle effettive possibilità di rilancio. Sicuramente si poteva fare di più e meglio: molti sono i settori rimasti esclusi e coloro che non potranno beneficiare, piuttosto che il contrario. Il governo fa bene a prestare attenzione alla tenuta dei conti pubblici però come già affermato in una miriade di post precedenti serve di più. E non è questione di incentivi. C'è chi come me infatti è quasi sempre contrario a queste misure di aiuto. Se prendiamo a riferimento i dati delle passate esperienze è possibile rilevare come esse siano quasi "dis-economiche" finendo, in sostanza, per "drogare" il mercato", (secondo una visione non liberal ma prettamente economica), in quanto sostengono la domanda di breve periodo e creano effetti perversi, nel presente, per i prodotti che non rientrano nelle misure e, per il futuro, della domanda degli stessi prodotti agevolati. Come è stato rilevato l'impatto diretto dell'acquisto di beni "incentivati" scalzano altri acquisti importanti, così che l'impatto delle misure in generale è minore della misura stessa. In secondo luogo, è prevedibile un impatto negativo sulla domanda degli stessi prodotti al venir meno delle misure agevolative, come è accaduto per le autovetture con la rottamazione che finisce per creare una sorta di mercato "stagionale" dove la stagione dura tanto quanto dura il periodo degli sconti. Siamo ancora nel campo delle proiezioni e di certo non sono confortanti. La chiave di volta sta nelle priorità degli interventi auspicabili: infrastrutture, fisco, welfare, servizi pubblici locali, educazione, innovazione, start up. Queste sono le riforme da avviare, dato che non si vive di manifestazioni, intercettazioni e scontri nei talk show.
Ma siccome il mio mestiere non è rovinare la festa ma aprire gli occhi, tralasciando per ora quello che non si è fatto e provando a ragionare con l'ottica del bicchiere mezzo pieno e con la logica che "il poco, anche se non per tutti, è sempre meglio di niente" cercherò di dare una mano a chi segue il blog per riuscire ad avvantaggiarsi degli incentivi, la cui partenza è prevista per il 6 aprile e la durata fino al 31 dicembre 2010 "fino a esaurimento risorse" (che ripensando alle esperienze passate non avverrà in tempi così lontani, vista la consistenza ancora più bassa e, dunque, gli incentivi saranno appannaggio di chi, ancora una volta, si avvantaggerà per primo). Il meccanismo sembra essere per tutti identico, con lo sconto applicato dal venditore al momento dell'acquisto previa verifica, tramite internet, della capienza del fondo.
Mettendo da parte gli incentivi inutilizzabili dai più (nucleare, porti, gru, rimorchi, trattori, ecc.) provo a spiegare quelli che possono essere davvero utili per risparmiare qualche "piotta".
Acquisto di eco-case. E' il contributo di maggior rilievo, per un importo pari a 116€/mq(fino ad un risparmio massimo di 7.000€) per la classe A e 83€/mq (fino ad un risparmio massimo di 5.000€) per la classe B. Ad oggi non sembra che l'incentivo sia rivolto solo agli acquirenti di prima abitazione, dunque, se questo anticipo venisse confermato, chiunque può usufruine. Sembra che oltre all'attestato di certificazione energetica, occorra (nel caso di nuova abitazione) il parere dell'Enea-Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (In attesa di chiarimenti è il massimo che posso anticipare).
Sostituzione mobili da cucina in uso con cucine componibili complete di elettrodomestici efficienti Scatta uno sconto del 10% del costo (nel limite massimo di singolo contributo pari a 1.000 euro). Il decreto attuativo ricorda come la nuova cucina componibile debba essere corredata dai seguenti elettrodomestici ad alta efficienza e in particolare da: frigorifero/congelatore in classe A+ e A++, forno in classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe A/A/A (A, di efficienza energetica, A, di efficienza di lavaggio, A, di efficienza di asciugatura). Specifica importante: qualora qualcuno (o tutti) gli elettrodomestici non rientrassero nelle classi energetiche ad alta efficienza, il rispettivo prezzo di acquisto non concorre a formare il valore in base al quale viene calcolato il contributo.
Cappe climatizzate Bonus del 20% per un massimo di 500 euro.
Cucine di libera installazione Contributo del 20%, fino 100 euro. La sostituzione deve avvenire con cucine dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura dotato di valvola di sicurezza gas.
Sostituzione piani cottura con un nuovo dotato di dispositivo di sorveglianza fiamma (Fsd) Contributo del 20%, fino a un singolo importo massimo di 80 euro.
Scaldacqua. Bonus del 20%, fino a un massimo di 400 euro, se si sostituiscono scaldacqua elettrici con installazione di pompe di calore ad alta efficienza dedicate alla sola produzione di acqua calda sanitaria.
Forni elettrici Contributo del 20% sul prezzo di costo (massimo di singolo contributo 80 euro) se di classe energetica non inferiore alla A.
Lavastoviglie 20% di sconto sul prezzo di costo, nel limite massimo di singolo contributo pari a 130 euro. Classe non inferiore ad A/A/A (A, di efficienza energetica, A, di efficienza di lavaggio, A, di efficienza di asciugatura)
scalda acqua a pompe di calore, stufe). Contributo massimo da 80 a 500 euro a seconda del prodotto. Meccanismo non sarà più quello della detrazione in dichiarazione dei redditi (obbligo di certificare il pagamento e fattura recante la classe di efficienza energetica) ma anche qui lo sconto presso il rivenditore.
Linee veloci per la connessione a Internet. Previsto un bonus per i giovani (max 30 anni) che acquistano nuovi pacchetti Adsl (sembra ad oggi di 50€ che corrisponde al costo medio dell'attivazione). Dato che questo genere di contratti si sottoscrivono in genere fuori dai locali commerciali, non è possibile fare previsione su come si usufruirà dell'incentivo ma la linea più probabile è quella dello sconto sulla prima fattura.
Capitolo due ruote. Grandi escluse le biciclette, tornano gli incentivi per gli scooter. Sostituendo un euro 0 o euro 1 con «un motociclo fino a 400 cc di cilindrata ovvero con potenza non superiore a 70 kw nuovo di categoria euro 3» si potrà avere un incentivo per il 10% del costo e nel limite massimo di singolo contributo pari a 750 euro. Bonus raddoppiato se si acquista un motociclo dotato di alimentazione elettrica doppia o unica. Il contributo verrà attuato esattamente come il precedente, attraverso uno sconto applicato al momento dell'acquisto e praticato direttamente dal rivenditore previa verifica della capienza del fondo (che lo scorso anno si esaurì nel giro di un paio di settimane).
Nautica da diporto (motori fuoribordo e stampi per scafi). Per i motori fuoribordo bonus del 20% del prezzo di acquisto e contributo massimo di mille euro. Stampi per scafi non nocivi per la salute dei lavoratori, contributo massimo di 200mila euro. Ad oggi non ho idea di come verrà applicato, in quanto la misura è nuova nel suo genere.
Realizzazione dei campionari tessili. Saranno agevolate tutte le imprese nazionali a prescindere dalla loro veste giuridica (dalle ditte individuali alle società di capitali). Lo sconto pare consista in una detassazione da Irpef o da Ires dei costi sostenuti e saranno dunque fruibili a partire dal 2011.
Piano casa Interventi di manutenzione ordinaria e alcuni interventi di manutenzione straordinaria, nel caso che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento rispetto ai parametri urbanistici esistenti. Potranno reallizzarsi sin da subito, con una semplice comunicazione all'amministrazione comunale e senza necessità di presentazione della DIA (dichiarazione di inizio attività). Salvo non vi sia una legge regionale che lo vieta.
In attesa di ulteriori chiarimenti...
Li Gioi Giovanni